La strage del Pilastro

La banda della Uno bianca è stata un’organizzazione criminale composta da poliziotti deviati. Operò in Emilia-Romagna dal 1987 fino all’autunno del 1994, commettendo 103 azioni delittuose che provocarono la morte di 24 persone ed il ferimento di altre 102. Il culmine fu la strage del Pilastro, a Bologna, il 4 gennaio del 1991: trucidata una pattuglia di carabinieri. Ecco la mia cronaca di allora.

pilastro[Si muovevano lentamente, come in una danza, tenevano le armi con tutte e due le mani, davano l’impressione di sapere tutto a memoria e c’era una certa passione in quello che facevano”. I testimoni della strage del Pilastro sono sempre stati d’accordo su un punto: quei killer erano autentici professionisti con il piacere di uccidere. Tre anni dopo, abbiamo messo a raffronto gli identikit diffusi allora e le foto degli accusati di oggi. Almeno due coincidono in modo impressionante. Ma al di là delle responsabilità individuali, che si stanno accertando, ci sono troppi interrogativi inquietanti sugli obiettivi di quella scia infinita di sangue. Quelli della “Uno bianca” non erano semplici banditi. Perché dalle rapine hanno guadagnato solo spiccioli. Perchè i rapinatori evitano i confitti a fuoco con le forze dell’ordine e comunque non sono preparati militarmente com’è stato dimostrato a Castelmaggiore e al Pilastro. Perchè i banditi non hanno certo programmi di pulizia tecnica e dunque non sparano a nomadi, emarginati, extracomunitari e neanche uccidono a sangue freddo i passanti per non essere riconosciuti come a Bologna e a Rimini. Ma soprattutto chi si firma come la “Falange armata”, semina il terrore per anni, almeno dai tempi della “banda delle Coop” nell”87; chi ha contatti con la criminalità internazionale e con i grandi trafficanti d’armi; chi ha rapporti con mafia e servizi segreti non è solo un bandito. Si tratta di terrorismo puro. Il problema è di stabilire al servizio di chi e perché].

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