Morti sul lavoro, una strage: già 406 quest’anno

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(dipinto di Carlo Soricelli, metalmeccanico in pensione)

Osservatorio Indipendente [aggiornamento 12 settembre 2013]

Dall’inizio dell’anno sono documentati 406 lavoratori morti per infortuni sui luoghi di lavoro e oltre 815 se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere.Dal 1° gennaio 2008 giorno d’apertura dell’Osservatorio sono stati registrati 3501 morti sui LUOGHI DI LAVORO comprese le vittime morte anche molto tempo dopo a causa dell’infortunio. Con le morti sulle strade e in itinere si arriva a superare i 7000 morti complessivi (stima minima). Un’autentica carneficina, mentre le statistiche “ufficiali” danno molto meno morti. La politica potrebbe fare moltissimo, e con poche risorse, per far diminuire drasticamente questo fenomeno che ci vede primi in Europa in questa triste classifica e dove i morti sono mediamente un terzo di quelli italiani. L’Osservatorio registra tutti i “morti sul lavoro” e non solo quelli che dispongono di un’assicurazione. Moltissime vittime lavoravano in “nero”e alcune categorie non sono considerate “morti sul lavoro” solo perchè hanno assicurazioni diverse.

Fino ad oggi Il 39 % sono morti lavoratori dell’ agricoltura dei quali la maggioranza schiacciati dal trattore che guidano, il 23,6% in edilizia, il 16,6% nei servizi, il 5,9% nell’industria (compresa la piccola industria e l’artigianato), il 5,4% nell’autotrasporto, molti altri morti sono in altre categorie che sono percentualmente più basse.

Nel 2012 sono morti 1180 lavoratori (stima minima) di cui 625 SUI LUOGHI DI LAVORO ( tutti documentati). Si arriva a superare il numero totale di oltre 1180 vittime se si aggiungono i lavoratori deceduti in itinere e sulle strade che sono considerati giustamente, per le normative vigenti, morti per infortuni sul lavoro a tutti gli effetti. L’Osservatorio considera “morti sul lavoro” tutte le persone che perdono la vita mentre svolgono un’attività lavorativa, indipendentemente dalla loro posizione assicurativa e dalla loro età.

Non sono segnalati a carico delle province i lavoratori morti sul lavoro che utilizzano un mezzo di trasporto e i lavoratori deceduti in autostrada: agenti di commercio, autisti, camionisti, ecc.. e lavoratori che muoiono nel percorso casa-lavoro / lavoro-casa. La strada può essere considerata una parentesi che accomuna i lavoratori di tutti i settori e che risente più di tutti gli altri della fretta, della fatica, dei lunghi percorsi, dello stress e dei turni pesanti in orari in cui occorrerebbe dormire, tutti gli anni sono percentualmente dal 50 al 55% di tutti i morti sul lavoro. Purtroppo è impossibile sapere quanti sono i lavoratori pendolari sud-centro nord, centro-nord sud, soprattutto edili meridionali che muoiono sulle strade percorrendo diverse centinaia di km nel tragitto casa-lavoro, lavoro-casa. Queste vittime sfuggono anche alle nostre rilevazioni, come del resto sfuggono tanti altri lavoratori, soprattutto in nero o in grigio che muoiono sulle strade. Tutte queste morti sono genericamente classificate come “morti per incidenti stradali”

Le province con più di 5 morti sui luoghi di lavoro e nelle Regioni

Genova 14 morti (Liguria 19). Roma 11 (Lazio 20). Brescia 11, Milano 9, Pavia, Bergamo e Sondrio 5 (Lombardia 52). Torino 9 Cuneo 8 (Piemonte 26). Chieti 8 (Abruzzo 14). Foggia 10, Bari 6 (Puglia 23). Cosenza 10 (Calabria 21). Palermo 8, Agrigento e Trapani 5 (Sicilia 32). Bologna 8, Modena 6, Reggio Emilia 5 (Emilia Romagna 36). Verona 8, Padova 6. Treviso 5 (Veneto 34). Salerno 10, Napoli 6 (Campania 24). Cagliari 8 (Sardegna 12). Perugia 9 (Umbria 10), Ancona6 (Marche 16), Trento 5 (Trentino Alto Adige 7) Pistoia 5 (Toscana 18), Friuli Venezia Giulia 7, Basilicata 3, Molise 2, Val D’Aosta 0.

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