Si può uccidere un bambino?

Marvin Wilson ha 53 anni, ma ha l’intelligenza di un bambino. E’ nel braccio della morte del carcere di Huntsville, in Texas, e la sua esecuzione è in programma per oggi nonostante il suo ritardo mentale e numerosi appelli alla clemenza. E’ cresciuto in estrema povertà, facendo fatica a compiere gesti semplici come allacciarsi le scarpe, contare il denaro, falciare il prato. Ha frequentato scuole speciali, dove comunque ha ottenuto risultati mediocri. Da adulto ha iniziato a mantenersi facendo qualche lavoretto manuale e ha avuto un figlio con una convivente. ”Non riuscivo a credere che anche dopo la nascita del figlio continuava a succhiarsi il pollice”, ha raccontato sua sorella Kim, citata dall’Huffington Post. Marvin Wilson e’ stato condannato a morte per l’omicidio, nel 1992, di un informatore della polizia, Jerry Williams, che pochi giorni prima lo aveva denunciato come spacciatore. Lui non ha mai negato di aver venduto droga, ma si dice innocente dell’omicidio, per cui anche un altro uomo, Terry Lewis, è stato condannato all’ergastolo. Al processo, la moglie di Lewis ha testimoniato che Wilson le ha confidato di essere stato lui a premere il grilletto della pistola che ha ucciso Williams, una circostanza che pero’ non e’ stata sostanziata da prove forensi o testimoni oculari.  segue

La Suprema Corte non ha salvato Marvin Wilson. Gli avvocati del 54enne afroamericano, condannato a morte per avere ucciso nel 1992 un informatore della polizia, il 21enne Jerry Robert, avevano chiesto la commutazione della pena sulla base del basso livello di quoziente intellettivo del loro assistito, 61, nettamente inferiore alla quota 70 considerata soglia per l’infermità mentale. «La corte – affermava l’appello – deve fermare questa esecuzione crudele e incostituzionale di un uomo mentalmente ritardato». Tuttavia la pubblica accusa ha contestato la validità dei test che avevano stabilito il q.i. del condannato e questa linea deve avere prevalso anche tra i giudici dell’alta corte. L’esecuzione della sentenza, mediante iniezione letale, è prevista nelle prossime ore in Texas, lo stato americano che più fa ricorso alla pena capitale. Sì, il Texas: il paese dei cowboy.   In Texas la pena di morte per iniezione letale viene praticata dal 1982. L’anno scorso negli Usa sono state giustiziate 43 persone, di cui il 30% proprio in Texas che si conferma essere lo stato più «forcaiolo» degli Stati Uniti.

La condanna a morte di Marvin Wilson è stata eseguita. L’uomo, ritardato mentalmente, è stato dichiarato morto dalle autorità poco più di un’ora fa. Secondo quanto riferito, le sue ultime parole sono state rivolte alla famiglia: “Abbracciate mia madre e ditele che le voglio bene. Portami a casa Gesù, portami a casa Dio”. La Corte Suprema aveva respinto poche ore prima dell’iniezione letale l’ultimo tentativo di appello dei legali di Wilson. “La corte – affermava l’appello – deve fermare questa esecuzione crudele e incostituzionale di un uomo mentalmente ritardato”.  segue

LA PENA DI MORTE NEL MONDO: L’ULTIMO RAPPORTO

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