Malta, l’ultimo approdo

 Isola di Malta – Canale di Sicilia. Al largo di Pozzallo, gli scafisti maltesi costringono un gruppo di immigrati cinesi a gettarsi in mare. Nove muoiono annegati, sei si salvano. L’ultimo viaggio della morte e’ partito da qui, da St.Paul’s bay, una delle zone piu’ eleganti e visitate della cattolicissima Malta, proprio davanti all’isolotto dove San Paolo naufrago’. Il gruppo di cinesi e’ portato qui con un pulmino, poi le scale e l’imbarco, di notte, come sempre. Neppure due ore di mare e poi la tragedia, l’ennesima. Quando ancora mancavano15 miglia alla costa siciliana, gli scafisti hanno costretto con le armi i cinesi a gettarsi in mare. L’opinione pubblica maltese e’ scossa, il governo si muove in fretta, la polizia arresta sei scafisti. Due sono sospettati di essere i protagonisti della strage del 31 marzo. Gli altri quattro dovrebbero avere responsabilita’ su altri due viaggi recenti, compiuti il mese scorso: il 3 e il 12 marzo, partiti da una zona piu’ a sud, Marsakala. Lo stesso punto da dove parti’ un altro barcone a giugno sempre con clandestini cinesi, un viaggio che solo per un soffio non si trasformo’ in un’altra ecatombe.

Malta e’ l’unico filtro prima dell’Italia. Dalle sue acque passano le rotte dei clandestini che arrivano dal Nord Africa, dal Mediterraneo orientale, e negli ultimi tempi, risalendo dallo stretto di Gibilterra, perfino dall’oceano Atlantico.  Malta, da sempre il luogo strategico per eccellenza, oggi lo è diventato più che mai nella lotta al traffico di immigrati. Se la sua piccola flotta riesce a contrastare i mercanti di uomini, l’Italia e l’Europa possono trarne sollievo. Altrimenti la situazione a Lampedusa, nelle coste siciliane e calabresi non può che peggiorare. L’ultimo fenomeno di massa riguarda i cinesi. Sono almeno duemila quelli ospitati attualmente sull’isola, arrivati quasi tutti nell’ultimo anno. Un numero considerevole in rapporto a una popolazione di appena 400 mila abitanti. Troppi. C’e’ un’inchiesta in corso all’ambasciata maltese a Pechino: pare che i visti siano rilasciati con troppa facilita’. Sono tutti studenti ma il vero scopo del viaggio e’ poi d’infilarsi in Europa. I cinesi continuano ad arrivare. E a partire. Soltanto negli ultimi mesi sono stati trecento quelli sbarcati clandestinamente in Italia, e altri cinquecento sono pronti a imbarcarsi. Il capo della polizia John Rizzo e’ intenzionato a stroncare il traffico, chiede leggi piu’ severe, intanto sequestra una decina di scafi sospetti. L’offensiva (dice) e’ appena partita. A Malta non vogliono altre tragedie. Ricordano tutti la strage di Natale del 96. Il barcone della morte parti’ da qui, dal porto piu’ a sud di Malta, Marsaxlockk. Il peschereccio si chiamava Yohan. Il mare era grosso. Durante il trasbordo da un ex traghetto della marina inglese, la sigla era F-174, ci fu una collisione, il barcone affondo’. I morti quasi trecento: indiani, pakistani, cingalesi tamil. Il viaggio era stato organizzato dentro questo bar, il Carrubia, da un certo Tony, vero nome Turab Ahmed Sheik, che si e’ sempre vantato di aver traghettato diecimila clandestini guadagnando in pochi anni quindici milioni di dollari. Ora e’ sotto processo a Siracusa per quella strage. Certo, la responsabilita’ per Malta e’ molto alta. Ma il governo e’ deciso a difendere la frontiera europea da quello che si annuncia un vero e proprio assalto. Non e’ facile gestire l’emergenza. A Malta non ci sono solo cinesi. Ma molti africani. Soprattutto somali. Arrivano qui da Mogadiscio attraverso un lungo, infernale viaggio attraverso il deserto libico. Provano ad andare direttamente in Italia, se non ci riescono si fermano a Malta, pronti all’ultimo trasbordo. Incontriamo la comunita’ somala davanti a un locale della vecchia capitale,La Valletta. Raccontano i loro problemi, chiedono solo di proteggere la loro identita’.  Le condizioni degli extracomunitari sull’isola sono due. Mille, come questi somali, sono ospiti dei centri aperti in stato di protezione umanitaria. Trecento sono di fatto detenuti. Non sono criminali, ma sono quelli che sono entrati in maniera clandestina. Stanno rinchiusi in attesa di chiarire la loro posizione. Il periodo per gli accertamenti pero’ e’ troppo lungo, arriva fino a diciotto mesi. Una situazione che provoca spesso tensione. La protesta e’ esplosa a Capodanno. Queste sono immagini inedite degli scontri all’interno degli istituti. La vigilanza e’ affidata all’esercito maltese. La manifestazione pacifica degli immigrati e’ stroncata con grande violenza, suscitando molte polemiche. C’e’ nervosismo sull’isola, si cercano di studiare metodi piu’ efficaci e meno repressivi.

Andiamo a nord, a Chirqana. Ci imbarchiamo per l’isola di Gozo. Dicono che sia la vera base degli scafisti. Nei giorni scorsi in questo tratto di mare e’ stato recuperato il cadavere di una donna. Forse e’ il segno di un’altra tragedia. Gozo, un’isola bellissima e ricca di storia e di leggende (si dice che Ulisse scopri’ qui il fascino di Calipso) e’ una sorta di repubblica a se stante Abitata da gente dura, omertosa. Intenzionata a farsi gli affari propri. Un posto dove il settanta per cento della popolazione possiede due case di proprieta’ ma dove solo il quattro per cento paga le tasse.  Dicono che dopo l’arresto di Tony, il nuovo capo dei trafficanti sia un cinese grasso e basso, cinquant’anni, arrivato da poco qui per gestire gli affari della triade nel Mediterraneo. Lo chiamano il ciccione ma ne hanno tutti paura. Forse sta proprio a Gozo. Di sicuro la polizia ne ha perso le tracce. Il ciccione ha fama di grande crudelta’. Proprio due giorni fa sulla spiaggetta di Ghar Qawla e’ stato trovato il corpo di un uomo. Ucciso con una coltellata allo stomaco. E tutti sanno chi e’  stato.

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