L’inferno della Nigeria

1988

Nigeria, 1988 – A Lagos li chiamano “chief”, capo. Vestono bene e in genere si presentano come “dottore”. Quando arrivano a un’ambasciata europea mettono sul tavolo decine di passaporti. Per un carico di uomini inventandosi addirittura partite di calcio internazionali. Per le donne sfilate di moda. I nomi sono quasi sempre gli stessi (cinque in tutto: il piu’ diffuso per le ragazze e’ Momoh) perche’ quelli che fanno i passaporti falsi a Victoria Island non hanno molta fantasia. Ci vuole poco a capire che si tenta di rifornire il mercato degli spacciatori e delle prostitute ma in qualche ambasciata si finge da anni di non capire. Quando siamo andati noi, tempo fa, bastavano poche centinaia di dollari. Senza troppi pudori, quasi davanti ai nostri occhi. Adesso, dicono, di dollari ce ne vogliono duemila. Perche’ il mercato e’ cresciuto.

Secondo un rapporto della Casa Bianca il quaranta per cento dell’eroina che entra negli Stati Uniti arriva dalla Nigeria. Proprio in base al rapporto del dipartimento di Stato sul narcotraffico, il presidente Clinton ha deciso di iscrivere la Nigeria, insieme a Birmania, Iran e Siria, nella lista dei Paesi che non posso beneficiare degli aiuti umanitari americani.Questo per quanto riguarda la droga. I fatti poi dimostrano che il mercato della prostituzione nelle maggiori citta’ italiane e’ interamente occupato dalle nigeriane.

Siamo stati per una settimana chiusi nella nostra ambasciata a Lagos. Eravamo andati a fare le riprese alle discariche di bidoni tossici e ci avevano arrestato, nonostante i permessi. Perche’ in Nigeria e’ proibita qualsiasi immagini. Tutto quello che esiste e’ stato ripreso clandestinamente, sempre. Non e’ un caso che in aereo si arrivi e si parta di notte. In quella settimana in ambasciata avevamo visto “strani” movimenti. L’inchiesta della magistratura torinese parte dal 1989. Noi eravamo li’ l’anno prima. La Nigeria e’ un Paese di una bellezza incredibile e anche ricco, grazie al petrolio. Solo che la ricchezza, come succede in Africa, non riguarda certo il popolo. Sicuramente e’ uno dei Paesi piu’ difficili che abbiamo conosciuto. Violento, corrotto: con grandi coinvolgimenti governativi. Un Paese dove la vita conta molto poco. Ecco perche’, per una delle tante Momoh, diventa un sogno anche finire su un marciapiede. Purche’ europeo.

5 pensieri su “L’inferno della Nigeria

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  4. abbiamo una ragazza nigeriana in affidamento.
    Lei ci raccota che alla stazione di torino porta nuova suoi connazionali dicendosi incaricati dall’ambascata nigeriana, le hanno chiesto i dati personali, una fotografia, un indirizzo in italia e le hanno fatto pervenire un passaporto, (premesso che la ragazza era senza documenti nigeriani)
    Il passaporto sembra (ai miei occhi inesperti) di buona fattura, ora è al vaglio delle autorità di polizia che dopo quasi un anno non hanno ancora concluso nulla.
    Voi pensate che questa storia possa essere vera ?
    grazie
    gianfranco@casamollo.com

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