Rapporto dall’Area 51

L’esercito Usa soltanto di recente ha ammesso l’esistenza della base di Groom Dry Lake, più comunemente conosciuta come Area 51. La base è da anni al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica perché ritenuta implicata in numerosi episodi legati agli extraterrestri. Un satellite l’ha fotografata e le immagini circolano su internet. La zona militare situata nel deserto del Nevada, dove vengono sviluppati i cosiddetti “black projects” del Pentagono, non compare in nessuna mappa, dunque esiste. Quell’area l’ho visitata molti anni fa (il 4 ottobre del 1995) anticipando di molto, al Tg1, le immagini di una zona solo virtualmente segreta. Ecco il testo.

1995

Deserto del Nevada (Usa), 4 ottobre 1995 – Lasciamo Las Vegas, forse la citta’ piu’ folle (e piu’ falsa) del mondo, prima dell’alba. Il viaggio per arrivare all’Area 51 e’ lungo e pieno di insidie. Bisogna percorrere almeno duecento chilometri di deserto. Il problema e’ che l’Area 51 ufficialmente non esiste, nessuna carta la segna, e dunque bisogna trovarla. Oltretutto dicono che e’ molto pericoloso sbagliare. Si sfiorano le basi militari e le sentinelle sparano prima di chiedere informazioni. Appena fuori Las Vegas, arriviamo al confine con la piu’ grande delle basi militari statunitensi: e’ la base Nellis. Da qui sono partiti gli aerei per il Kuwait. Ma e’ qui soprattutto che si sono svolti, o forse si svolgono ancora, esperimenti nucleari. Non solo. Secondo un rapporto rigorosamente top-secret il 10 dicembre 1964 un’astronave aliena sarebbe atterrata nel perimetro della base. Un distaccamento armato comandato da un colonnello si sarebbe avvicinato all’astronave. Improvvisamente dall’oggetto sarebbe uscito un umanoide di corporatura tozza e un potente fascio di luce avrebbe paralizzato tutti i soldati. Le prove di quell’incontro ravvicinatissimo sarebbero ancora qui. Proseguiamo il viaggio. Il territorio e’ arido, spezzato solo dalle “giosciua’” le piante del deserto.
Ci dirigiamo verso White Sides Mountain, dove dovrebbe essere l’Area 51. Incontriamo militari. Ci controllano i documenti. Ma non possiamo filmare. Riusciamo a scoprire molto in lontananza i contorni di una base. Ci fermiamo lo stretto necessario per documentarla. Il Nevada e’ un territorio molto esteso, 93 miglia quadrate con appena due milioni e mezzo di abitanti, quasi tutti concrentrati a Las Vegas e Reno. Il resto e’ deserto, quasi interamente occupato da basi militari.
Passata la cittadina di Alamo, arriviamo finalmente nell’area 51. Quattro case a ridosso delle montagne, un centro di ricerca.
“Siamo nel deserto del Nevada, 150 chilometri a nord-ovest di Las Vegas. Questa e’ l’area 51, una zona neppure segnata sulle carte geografiche. Al di la’ di quelle montagne c’e’ la base militare piu’ segreta degli Stati Uniti.
Agli inizi degli anni ’90, un esperto di fisica, Bob Lazar, rivelo’ di aver esaminato all’interno dell’area 51 nove navi spaziali aliene per incarico dell’esercito americano. Le autorita’ smentirono subito, negando anzi l’esistenza stessa della base. Siamo in grado ora di dimostrarvi che questa base esiste, grazie a un documento eccezionale e segretissimo. Eccola la base dell’area 51. Una base immensa che occupa un’intera vallata. La foto e’ stata scattata da Glenn Campbell, un appassionato di Ufo che ha raccolto in un dossier tutto il materiale che riguarda quello che definisce il mistero di Groom Lake. In questi giorni si e’ rifugiato nel New Mexico per sfuggire pare all’arresto.
La base negata, la base che non esiste inizio’ la sua attivita’ nel ’54. In questi hangar, in queste piste di decollo e in questi laboratori e’ nato l’aereo spia U2 della Lockheed e tutta la serie degli aerei invisibili fra cui il Blackbird. Sembra che ora si stia lavorando al progetto Aurora, 15 miliardi di dollari, per produrre nuovi aerei spia capaci di volare a otto volte la velocita’ del suono.
Una base perfetta per nascondere anche segreti di altro tipo, legati a fattori extraterrestri. Le rivelazioni di Bob Lazar, sarebbero confermate dal generale Wright Patterson che avrebbe visto con i suoi occhi nella base nove corpi di piccoli umanoidi conservati in condizioni criogeniche particolari. Avrebbe inoltre saputo da personale della base di altri trenta corpi e di cinque astronavi Ufo. Ci sarebbero inoltre le dichiarazioni giurate di due altri ufficiali dell’aereonautica in merito a questi umanoidi. Alti sotto il metro e mezzo, pelle grigiastra, tutti esseri macrocefali, occhi leggermente obliqui, niente naso, assenza di peli e capelli, orecchie piccole, bocca quasi a fessura.
Al centro di ricerca troviamo Sharon Singer. Ci racconta che sua madre ha visto atterrare un’astronave.
“Una grande luce azzurra. Mia madre mi ha sempre parlato di quella luce. A distanza di dieci anni ancora e’ sotto choc. Una luce talmente forte che non le ha permesso di vedere altro. Ha intuito un paio di figure, non molto alte, ma non e’ riuscita a distinguere altro”.
L’astronave vista dalla signora Singer sarebbe atterrata proprio qui, in questo spiazzo che gli abitanti della zona conoscono benissimo perche’ c’e’ una cassetta postale. E forse quell’astronave e’ finita, insieme alle altre, dentro la base. Forse e’ fra quelle studiate da Lazar.
Cerchiamo altre tracce. Troviamo curiosamente un pupazzo di alieno, ricostruito in base alle testimonianze di chi l’ha visto. E’ grigio, assolutamente grigio e con tutte le caratteristiche descritte nel rapporto del generale Patterson. Forse aveva ragione Einstein quando diceva: “La gente ha indiscutibilmente visto qualcosa”.

2 pensieri su “Rapporto dall’Area 51

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