Le due facce di Hong Kong, regno delle Triadi

Quando minacciano di morte, mandano gladioli rossi. Segno gentile ma violento,se la vittima si ribella. La presenza della mafia cinese in Italia, recente ma sempre più radicata, ha un raggio d’azione criminale ben circoscritto a narcotraffico e soprattutto racket. Un potere occulto, celato dietro una facciata di attività lecita come -innanzitutto- la gestione dei ristoranti, una forza che nasce proprio da questo connubio fra bianco e nero, fra lecito e illecito, frutto della stessa cultura cinese, e dunque molto difficile da estirpare. Quattro le zone dove i figli delle Triadi si sono insediati: la Lombardia (a Milano, in pieno centro, c’è la piu’ grande Chinatown italiana, una città nella città), la Toscana, il Lazio, la Campania e il Piemonte. Con legami diretti con altre comunità sparse per l’Europa, specialmente in Francia e in Germania, e ancora con un filo ben stretto con l’organizzazione centrale, soprattutto la Triade attualmente al vertice, la “Sun Yee On”, considerata dagli esperti l’entità criminale più vasta e organizzata del mondo, che sfrutta i viaggi della speranza per coinvolgere tutti i disperati alla ricerca del mondo occidentale. Un viaggio dalla Cina popolare all’Europa costa trentamila euro. Pagato per anni, forse tutta la vita, lavorando gratis. Spesso con un sorriso, talvolta con il sangue. 

Il termine triade e’ stato utilizzato la prima volta dalla polizia di Hong Kong per indicare alcune società di iniziazione cinesi di lunga tradizione e attualmente impegnate in traffici illeciti e nella gestione delle attività criminali locali. Le triadi, apparse originariamente nella Cina del 1644, sono complesse e strutturate tanto che attualmente una di esse, denominata “Sun Yee On”, come si diceva è considerata l’entità criminale più vasta e organizzata del mondo. Secondo uno studio dell’Eurispes ingloba nel suo tessuto personale proveniente sia dal mondo della legalità che da quello dell’illegalità. Nel 1987 gli affiliati alla “Sun Yee On” erano circa 35.000, nel 1991 il numero era salito a 47.000 per poi superare le 60.000 unita’ nel 1993, di cui circa 45.000 stanziati a Hong Kong. In questa città vivono anche i 1.700 individui che formano i quadri dirigenziali della Sun Yee On e che godono i frutti delle attività criminali sviluppate dall’organizzazione. La triade cinese, e questa e’ una sua peculiarità, coinvolge nella propria organizzazione tutti i settori della società civile e professionale creando una organizzazione ampia e complessa riconducibile interamente alla cultura mafiosa cinese. Fino a qualche anno fa, e in parte anche attualmente, risultava estremamente arduo far comprendere alla cittadinanza di Hong Kong l’inopportunità di aderire a tali organizzazioni criminali e appariva ancora più complesso combattere la cultura mafiosa da esse emanata. 

Hong Kong, una metropoli di oltre cinque milioni di abitanti piena di contraddizioni, con almeno centomila miliardari e il triplo di autentici disperati. Colonia britannica (ancora la chiamano “la perla della corona”) tornata nel 1997 alla Repubblica popolare cinese. Nel cuore della penisola di Kowloon, un pezzo di Cina scampato di fatto alla dominazione britannica anche dopo la seconda guerra dell’oppio, batte un cuore violento e corrotto: la Walled City, la vecchia città murata, tutte le case appoggiate l’una all’altra come per non cadere. Il muro fisicamente non c’è piu’ (sulle sue macerie è nato l’aeroporto Kai Tak) ma la barriera è comunque evidente tra il quartiere e il mondo esterno. E’ il muro del silenzio e dell’omertà, al di là del quale vivono 33 mila persone, ammassate in cinquecento alloggi fatiscenti, privi di ogni condizione igienica. Un inferno, dove trovano rifugio tossicodipendenti e spie, assassini e prostitute. Un pomeriggio di qualche anno fa, ci siamo infilati in queste stradine piccolissime e buie dove il sole non riesce ad arrivare e dove la polizia non può e non vuole entrare. Qui domina la legge dei Grandi Fratelli, i Daih Lo, i capi delle triadi, le società segrete che controllano spaccio di droga, gioco d’azzardo e ogni altro traffico illecito. Tutto sembra in apparenza normale anche se ogni sei minuti viene commesso un reato e ogni cinque giorni un omicidio. Ma vecchi e bambini, a cui è toccato il destino di nascere qui, non danno l’idea di avere paura, abituati come sono a vivere nella giungla. Ormai tutto questo è sparito. La Walled City è stata rasa al suolo e le immagini riprese allora avranno il senso di un testamento alla disperazione. Al suo posto sono nati giardini. Il problema è che non si è mai saputo dove sono finiti tutti quei poveri dannati. 

 

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2 pensieri su “Le due facce di Hong Kong, regno delle Triadi

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