Dove eravamo l’11 settembre

Uno spartiacque nella storia del mondo

Stefania. In giro con mia filgia che aveva poco più di un anno.Ricevo una telefonata, mia cugina che lavora a MIlano, piange …. torno a casa, accendo la TV … piango.

Alessandro. a casa, a roccella jonica.

Stella. Io ero a casa, a studiare per l’esame di Letteratura Spagnola. Mi ero da poco seduta al tavolo della cucina e avevo ancora la tv accesa. C’ho messo un po’ di tempo prima di capire cosa stava succedendo. Mio fratello stava svolgendo il servizio militare a Roma. Telefonò a casa per avvisarci di accendere la tv, che in America stava succedendo una catastrofe.

Paola. ero appena uscita dallp studio di un avvocato per un consulto e mi son ritrovata ad ascoltare, inorridita e incredula, la cronaca di qualcosa cosi’ tanto piu’ grande dei miei piccoli problemi personali

Anna. Ero in casa a prepararmi per andare a far la spesa in un market fuori Imperia, ad un tratto mio marito mi chiama per dire se anche per me quello che stava guardando alla tv fosse vero: mi fermai sconvolta perchè mi sembrava di assistere ad un film. Le due torri viste parecchi volte nei documentari e film su New York: una dopo l’altra sbriciolate in un attimo. Esterefatti usciamo per la spesa: c’era una delle tv in vendita accesa sul dramma.Nè noi nè i commessi volevano credere che fosse realtà! Ho quelle visioni ancora davanti ai miei occhi ed ancora mi sembrano irreali!

Riccardo. rientro dall’Ospedale al centro di Roma, nela casa da poco abitata, piacevolmente stanco e soddisfatto del mio lavoro, e guardo distrattamente la Tv bevendo qualcosa, poi….chiamo la mia compagna e alzo il volume del televisore perchè quello che sembrava un film americano si va definendo come la tragedia che poi si definirà nei suoi contorni : un incipit ad oggi senza una fine e in evoluzione. Sono rimasto incollato alla TV fino a notte inoltrata, cosciente del mutamento epocale dell’evento, pur nell’incertezza degli eventi possibili futuri.

Laura. ero in ufficio, quando una amica mi chiamò e mi disse di collegarmi al sito di repubblica perchè c’era stato un attentato a new york… fu praticamente impossibile collegarsi a qualsiasi sito di informazione. corsi a casa e accesi la tv… non ho visto l’altro aereo in diretta, però vidi schiantarsi al suolo le torri. chiamami mio padre e parlammo, sconvolti, per un’ora… passai la giornata attaccata al televisore.

Minù. Ero a casa la tv accesa., rimasi pietrificata ed ancora oggi pensandoci provo lo stesso sgomento.

Mirko. Stavo uscendo da un negozio di belle arti con un paio di tele nuove sotto il braccio. Mi telefono’ mio padre dicendomi che un aereo aveva impattato una delle torri, si pensava ancora al tragico incidente. In macchina appresi poi che un secondo aereo si era infilato anche nell’altra torre. Arrivato a casa rimasi impietrito davanti alla tv x tutto il giorno, fino a notte fonda. Qualche giorno dopo ho iniziato un quadro che ho esposto in una mostra per la prima volta solo qualche mese fa. Si chiama Every War. Già , io nn so come spiegartelo ma quel giorno e’ stato come avere tra le mani qualcosa che si era spaccato in due. Passato e futuro.

Silvi. Mai potro’ dimenticare l’11 settembre del 2oo1. Era il primo giorno di lavoro nella nuova location ,dopo mesi di ansie finalmente ci eravamo trasferiti. Un mal di testa terribile ,da stress, mi accompagnava, ma non staccai nemmeno per un caffè……così che arrivo’ la notizia al lavoro,tra il comune caos della mia vita , ,mia madre che mi telefona e mi dice ” guarda il tg1″ e vedo quell’aereo ,il secondo credo. L’angoscia ,amplificata dal momento, mi attanaglia e cattivi presagi mi attraversano la mente. La paura di quello che prevedo mi toglie per qualche istante dalla paranoia del lavoro….Faceva caldo ,il traffico intenso mi scorreva davanti agli occhi . Guardavo la colonna delle auto lenta, immobile forse ,e sento come un unico suono,le radio erano tutte sintonizzate sulla stessa radio nazionale ,con un unico argomento. Ogni anno il ricordo si sovrappone ,ma chissa’ perchè il commento tra di noi è sempre lo stesso”ti ricordi?”

C’è un altro ricordo che accompagna quei giorni. Poche sere dopo la caduta delle twin towers mi reco a cena a casa di un’amica. Nella via dove abita c’era un centro sociale occupato da cui provenivano canti,urla di gioia. .Dalla sera dell’11 settembre che facevano baldoria e che si ubriacavano .Festeggiavano.

Francesco. Avevo solo 14 anni, ma quel giorno lo ricordo assolutamente come fosse ieri. Erano gli ultimi giorni prima dell’inizio del nuovo anno scolastico, stavo tranquillamente seduto quando mia mamma mi chiama dicendo di correre verso la televisione: sintonizzata sul Tg3, c’è ancora molta incertezza: chi parla di incendio, chi di esplosione. Poi si delinea un pò tutto. Mi trasferisco in camera mia, mi sintonizzo sul Tg1, edizione straordinaria condotta (se non erro) da Tiziana Ferrario e Filippo Gaudenzi; fisso tutto per ore, quasi incredulo.. sembra di rivivere la diretta de “La guerra dei mondi” di Welles, stavolta però non c’era nulla di inventato. Nel tardo pomeriggio esco in compagnia di mia mamma, non so se era la realtà o il mio stato d’animo: vedevo tutto cupo, fin troppo tranquillo. Io quasi impaurito (si rincorrevano gli allarmi anche in Italia, mi aspetto praticamente di tutto dopo quello che ho visto a New York e al Pentagono), rimango attaccato all’autoradio per avere le ultime notizie. Poi di ritorno a casa, giorni interi a segure attraverso i telegiornali tutti i risvolti. Praticamente un incubo (vissuto a migliaia di chilometri di distanza, chissà cosa è stato veramente per chi l’ha vissuto in prima persona).

Eugenia. Ero a casa a Napoli, ero collegata a una chat e all’improvviso tutto si bloccò, provai a ricollegarmi ma niente, accesi la tv, sembrava di vedere un film apocalittico, solo che era trasmesso da tutti i canali. Ricordo che squillò il telefono, era la mia migliore amica che era sola a casa, era terrorizzata, vedemmo insieme al telefono il secondo aereo schiantarsi contro la torre, oggi non so dire se fosse in diretta o solo l’ennesima “replica”. Telefonai a mia madre, all’epoca lavorava ancora in aeroporto,l’aeroporto di Napoli è praticamente dentro la base NATO di Capodichino, al telefono non si sentiva nulla, non poteva uscire dall’ufficio, tutto blindato, elicotteri, camionette della polizia, gente armata fino ai denti e mia madre che voleva solo tornare a casa da sua figlia. Abitavo non lontano dalla base NATO di Bagnoli allora e ricordo il rumore continuo degli elicotteri, la colonna sonora del pomeriggio che cambiò il mondo…. Elicotteri a bassa quota e sirene. La mia amica poco dopo venne a casa mia e insieme continuammo a guardare le scene apocalittiche che arrivavano dagli USA consapevoli che da quel giorno nulla sarebbe più stato lo stesso…Avevo amici e parenti a NY e non riuscivamo a metterci in contatto con loro, fu una delle giornate più lunghe della mia vita, a mia madre fu permesso di uscire dall’ufficio solo all’ora di cena più o meno a quell’ora sapemmo da una parente che i nostri stavano tutti bene…

Monica. Ero in un centro commericale al Cairo, a scegliere il corredo per il mio bimbo…una folla inchiodata davanti alle tv sparse per il mall….non capisco, cosa succede? Un aereo è caduto? No, è un attaccato terroristico! Corro a casa, siamo tutti sconvolti e lo saremo ancora a lungo. Capisco che da quel giorno niente sarà più lo stesso. Sembra ieri….

Giorgius. Quasi come un film raccontato il 9/11… In quel periodo ero impiegato in un noto Cantiere Navale, stavo scartabellando la lista dei materiali per la costruzione dell’arredo dell’imbarcazione Adriatica dei Roversi, quando la rete mondiale andò letteralmente “KO” per eccesso di accessi contemporanei, alcuni minuti dopo il primo impatto sulle Twin Towers. Ciò che stava accadendo in diretta dall’altra parte del Mondo l’ho saputo grazie a un broker di MonteCarlo che attraverso il cellulare si faceva raccontare i terribili minuti successivi dalla moglie che guardava in diretta il TG francese. Uno shock mondiale che difficilmente scorderemo come tante altre orribili vicende, di questi ultimi 30 anni.

Jo. Ero appena rientrata a casa, dopo ore passate alla limatura di una scultura in ferro. Entrando, mia figlia mi disse “Vieni a vedere cosa fanno alla TV”. Guardi lo schermo nel momento in cui il secondo aereo sventrò la torre e pensai fosse l’ennesimo film di Stallone. Ci vollero diversi minuti per rendermi conto che era REALE. Cambiai canale quasi in cerca della prova di falsità delle immagini, ma era assolutamente vero, gli uomini che si lanciavano dalle torri nel vuoto e verso la morte erano veri, non controfigure. Fu uno shock pazzesco e quelle immagini sono rimaste impresse nella mente, per sempre.

Salvatore. Io quel giorno ero a casa lo ricordo come se fosse ieri. Stavo scrivendo al computer quando all’improvviso alla televisione ci fu l’edizione staordinaria del TG1. Vidi quelle terribili immagini e rimasi sconvolto. In quel momento con mia moglie ci siamo detti se stava iniziando una nuova guerra. Fu un momento terribile rimasi incollato alla sedia a guardare per tutta la notte le immagini che arrivavano dall’America.

Sara. era una giornata incasinata:avevano ricoverato d’urgenza mia nonna, mia mamma era a letto col piede ingessato e mio padre si stava preparando per andare all’ospedale. Stavo guardando italia1 perchè dovevano fare uno speciale su non è la rai ma ecco l’edizione straordinaria.Avevo 18 anni..li dovevo compiere, ma non ho avuto il coraggio di festeggiare..troppa paura, incomprensione per ciò che stava vivendo. Le immagini sono là, nella mia testa. E da allora odio la sigla del tg fuori orario.Mi terrorizza.

Franca. Fino a febbraio 2008 ogni minimo dettaglio di quella “strana” giornata era impresso nella mia mente. Poi ho rimosso.Era troppo forte la connessione tra quel giorno e la “permanenza” di mio figlio in Afghanistan…

Enrica. Quell’11 settembre ha veramente segnato a fuoco la mia vita: in quelle ore drammatiche io stavo riempiendo la mia auto, un vecchio peugeot 205,con le mie cose ,le mie due figlie,e separarmi da mio marito…Ho trascorso la giornata a trasportare scatole,biancheria e, nel pomeriggio,mangiando qualcosa per una pausa, abbiamo acceso la televisione. Ero così a pezzi per il fallimento di 18 anni di vita che ho impiegato alcune ore prima di realizzare il senso di quelle immagini che sembravano tratte da uno dei tanti film di azione americani….Ricordo di aver esclamato:il mio matrimonio è iniziato con un funerale e termina con una catastrofe….

Barba. Ero tornato a casa dal lavoro nel primo pomeriggio, intorno alle 14,40- 15. Mi sono seduto a tavola per mangiare un boccone ed ho acceso la televisione. Passavano le immagini della CNN che mostravano il primjo attacco alle Twin Towers e sotto scorreva la scritta “America under attack” . Ma ci ho impiegato un pò per capire che non era uno dei soliti telefilm catrastrofisti. Poi il secondo impatto e poi ancora il crollo della prima torre e poi le altre notizie frammentarie che andavano pian piano a comporre il puzzle dell’attentato. Un giorno veramente doloroso.

Laura …Ero in cucina a pranzo, avevo fatto tardi e mi si è gelato il sangue..ho pensato a quelle persone, a quelle vita spezzate, dolorosamente e tragicamente spezzate! Ho pensato ai soccorritori, a quanto avrebbero rischiato, a chi ha fornito immagini, a chi era là impotente, spaventato, terrorizzato! A chi si è lanciato dal grattacielo, per fuggire dalla morte che bruciava la pelle ed incontrarla in un volo da chissà quale piano. Chi ha avuto il tempo di pregare su quegli aerei, di chiamare al telefono i cari, o lasciar loro un messaggio…Orrore, disperazione, morte, lacrime, sangue…in nome dell’odio che distrugge al di là delle ‘convinzioni’, delle  ‘religioni’, del fanatismo: ero lì ammutolita dall’altra parte del Mondo chiedendo a me stessa se e quando toccherà questa ‘macabra’ danza di morte in Italia…Grazie a te e Lilli per essere partiti, per averci trasmesso le vostre emozioni, il dolore unito al nostro…Che DIO, abbia Misericordia!

Lucio. In quel giorno spartiacque ero al lavoro e fruendo del televisore del gran capo ebbi l’impressione che trasmettessero il film “Inferno di Cristallo!”

Claudia. Pino, già nove anni. Lo scrivo a lettere, perchè il numero mi sembra riduttivo. Me lo ripeto: nove. Nove anni da una giornata assurda, senza spiegazioni, senza giustificazioni. Per nessuno. senza vincitori nè vinti. Ero in ufficio, in quel momento sola. Sentivo in lontananza il traffico impazzito. Che strano: a Roma è la normalità, e noi cittadini quasi non ci facciamo più caso. Inaspettata, quindi, questa riflessione tra me e me. In quel momento mi chiama un mio carissimo amico: Claudia, è la fine del mondo. Le Torri sono crollate, le hanno bombardate. E’ tutto chiuso, bloccato. Le è mai capitato che il tempo intorno a lei si fermasse e rivedesse in pochi secondi scene di vita impresse nell’anima? Eccomi: io a New York, 1997. Io che dal ponte le vedo, allineate e lineari, eleganti, con qualche luce ancora accesa. Senza pensare che fossero il cuore pulsante dell’economia. No, banalmente pensavo “sono proprio come le vedo nei film”. Rieccomi mentre prendo uno degli ascensori e le salgo, un tempo infinito. E ora? Ora non c’erano più, polverizzate. E migliaia di vite, ora e dopo. Polverizzate anche quelle. Da quel giorno mi capita spessissimo la mattina di alzare gli occhi su un orologio che ho intorno, uno qualsiasi, e leggere l’ora: 09.11. Non potendo far altro, probabilmente è il mio modo di portare questa tragedia immane nel cuore, e di scandire il tempo: “prima e dopo le Torri”.

Walter. E dove ero io, l’ 11 settembre 2001?Ero in un paese sperduto della Pianura Padana, tentando di apprendere il sapere di alcuni designer di grido. Ma quel giorno, il Giorno dei Giorni, il D-Day del Terzo Millennio, il caso volle che trovando le gomme (tutte e 4) del mio trabiccolo, spaccate da un giovane simpaticone della Lega, tornai a casa, e accesi quello che io chiamo “il grande baraccone in scatola”, per informazioni di pioggia sul televideo.
Edizione Straordinaria…Edizione straordinaria. A sirene spiegate, si incominciano a vedere le prime immagini.
A quel punto l’ orologio a parete divenne solo un meccanismo in movimento. Il tempo si fermo in un punto. Presciso, netto.
L’ aria si tagliava con il flex. Pesante, stagnante. Pregna di una mistura di paura, curiosità, angoscia.
-“Ecco. Ci siamo. È arrivato il momento. Il dunque della nostra esistenza umana.”- Da quel momento tutti più piccoli, tutti più miseri, dinanzi alla paura, anzi al terrore. Si, terrore, questo era. Terrore puro di chi non conosce cosa sta succedendo attorno a sé.
E tutte le certezze, come statue di gesso disciolte nell’ acqua, svaniscono e si dissolvono.
Tutto ciò che era, che dava sicurezza, i nostri stupidi status simbols, si trasformano in polvere insignificante. Polvere, come quella che scendeva giù da una altezza di 450 metri e che qualche momento prima rappresentava le certezze ed una (quasi) divinità per il “Mondo Occidentale”. Niente. Tutto svanito in polvere e carta straccia. Polvere e sangue. Polvere, sangue e paura. E noi lì, a guardare. Ed io lì, a guardare.
L’ antenna che quasi sudava, ed io lì, a consumare sigarette davanti al “grande baraccone in scatola”. Ma stavolta lo spettacolo era vero, non costruito. Cavolo! Questi crepano davvero!
Quello che si sta buttando dalla finestra del 102° non mi pare proprio sia uno stunt-man.
E venne sera. E venne Il buio. E tutto col buio…si fece più chiaro.

Annalisa. Ero in sala, a casa dei miei genitori, guardavo “sentieri” con mia mamma…la soap neanche si interrompe e partono queste immagini…e confondo la realtà con la finzione…poi capisco che è tutto vero…

8 pensieri su “Dove eravamo l’11 settembre

  1. Pingback: Lo spartiacque dell’11 settembre, il giorno che ha cambiato il mondo. E tu dov’eri? | InQuestoMondoDiSquali

  2. Io quel giorno ero a casa lo ricordo come se fosse ieri. Stavo scrivendo al computer quando all’improvviso alla televisione ci fu l’edizione staordinaria del TG1. Vidi quelle terribili immagini e rimasi sconvolto. In quel momento con mia moglie ci siamo detti se stava iniziando una nuova guerra. Fu un momento terribile rimasi incollato alla sedia a guardare per tutta la notte le immagini che arrivavano dall’America.

  3. Pingback: L’11 settembre, quando il mondo è cambiato per sempre | Pino Scaccia

  4. Credo che tutti noi ricordiamo precisamente dove eravamo in quel momento…Ricordo bene dov’ero l’11 settembre 2001 e dove ero il 13 giugno 1981 allorchè il piccolo Alfredino era in un pozzo a Vermicino.
    10 anni fa ero sul divano di casa ,stavo facendo zapping e dalle finestre aperte entrava la voce concitata di un cronista allora cercai e vidi. Vidi una torre a fuoco e la seconda appena colpita.Pensai a qualche ripresa rubata di un film,si,come hanno pensato in tanti,ma cambiando canale,le immagini erano le stesse…..come era possibile?E capii…dopo un attimo di smarrimento capii…chiamai il mio compagno al lavoro,la sera prima avevamo visto le sue riprese dall’elicottero passando tra quelle due torri…gli dissi:le torri di ieri sera,non ci sono più….stanno cadendo,c’è fumo.
    Il mio pensiero va sempre per quelle persone che abbiamo visto lanciarsi nel vuoto e per i pompieri.E se davvero c’è un colpevole in tutto questo che non abbia ancora pagato,spero il fuoco lo divori prima o poi.

  5. Ero con il mio fidanzato del tempo a casa mia, la mia coinquilina stava lavorando in libreria. Fu lei a telefonare e dire che alla radio stavano dicendo qualcosa su NY ma non capiva bene perché il volume era basso. Accendemmo la televisione, e fu così che vedemmo le torri cadere.

  6. 9/11 – il giorno in cui tutti (casa, lavoro) furono collegati (ed angosciati) attraverso la rete nazionale Internet che rischiò, per diverso tempo, di andare al collasso tecnico… La realtà, in quel maledetto giorno, superò ampiamente la più brutale fantasia cinematografica e tutti rimasero, per diversi minuti, testimoni oculari indifesi alle immagini che stavano via via susseguendosi.

  7. L’11 Settembre 2001 mentre succedeva quel che succedeva mi recavo a Cagliari per essere sottoposto ad un intervento di stapedectomia all’orecchio sinistro e, appena arrivato, vidi molte unità navali della NATO ormeggiate in porto. Un caso (forse)

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