Le bombette fatte in casa

Menomale che non viaggio più come una volta, altrimenti quel ragazzino nigeriano sarebbe stato una rovina. Sì, tal Umar Faruk che a ventitrè anni è salito tranquillamente su un aereo per Detroit con l’esplosivo: un piccolo ordigno metà acqua e metà polvere che ha passato i controlli ad Amsterdam dove pure sono attenti. Non è la prima volta: era già successo nel 2001 quando uno studente mezzo pakistano era salito a Parigi con una bombetta dentro le scarpe da ginnastica. Le autorità aeroportuali hanno già annunciato una stretta nei controlli e praticamente si arriverà al collasso: per passare il varco ci vorranno ore. Salvo poi accorgersi che i terroristi fai-da-te hanno scoperto nel frattempo altri stratagemmi. Ho sempre sostenuto che quei controlli sono del tutto inutili: fermano solo i turisti distratti. E che contro il terrorismo, quello vero, non ci sono difese. Ma non fatelo sapere in giro, sennò sai che choc. Al cinema è il trionfo di satelliti e database e i cattivi sono sempre presi. Sempre, nei film.

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4 pensieri su “Le bombette fatte in casa

  1. ha proprio ragione caro Pino..questi controlli sono solo una formalità..nn funzionano x niente..sono solo una perdita di tempo sprecato così inutilmente…

  2. “Contro il terrorismo, quello vero, non ci sono difese…fermano solo i turisti distratti.”
    Ventuno dicembre scorso,aeroporto di Palermo,fermata e perquisita…da capo a piedi.Motivo?Il metal detector continuava a suonare.”Spogliata” da ogni oggetto metallico.Ma…continua a suonare.Via gli stivali,rei di avere delle minuscole fibbie.Nulla.Quel trillo,continua imperterrito.Mi sta venendo il panico.L’addetta al controllo,si sta spazientendo.Un collega “maschio”,forse impietosito dalla mia imbranataggine,le viene in aiuto.Confabulano tra loro.
    Mi dicono che posso andare…

  3. soprattutto guai ad avere la barba. Per quanto innocua rappresenta, nella mente di chi sorveglia, qualche cosa di anormale. Così ti può succedere, come è successo a me ai tempi dell’attentato di Fiumicino, che ti piantino un mitra nella schiena, ti facciano allrgare le gambe e tra un fuggi fuggi generale ti perquisiscano prima con il metal detector e poi direttamente a mano. Il fatto è che chi vuol far male si inventa ogni giorno uno stratagemma nuovo. Qualche volta li pizzicano ma qualche volta passano in un modo talmente banale da non sembrare vero.

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