Trent’anni

Lo so, è un fatto privato ma voglio condividerlo con la tribù. L’8 dicembre del 1979, trent’anni fa esatti, abitavo “in” Ancona. Avevo appena pranzato, mio figlio ancora non andava a scuola, e stavo per andare alla redazione di “Corriere Adriatico” dove lavoravo a sport e spettacoli. Mi arriva una telefonata di Ranghieri, direttore della sede Rai: “Se ti sbrighi firmi adesso altrimenti se ne riparla dopo il week-end”. Cinque minuti e otto semafori rossi dopo stavo da lui. Con la lettera ancora fresca in mano, tremante, passo a salutare Ermete Grifoni, il caporedattore: dovevo (devo) solo a lui se la mia vita è cambiata, insieme a Tonino Carino che scherzando un giorno di qualche mese prima mi aveva suggerito: “Ma perchè non fai domanda?” Grifoni se ne è andato qualche estate fa, ma lo ricordo ancora come un grande maestro di un mestiere per me nuovissimo.  Spiccio, di poche parole, mi disse: “Oggi hai da fare?” Al giornale non l’avevo ancora detto, perchè non ci credevo così senza sponsor, ma anche lì avevo un grande direttore che mi voleva bene, Dario Beni. Insomma, dopo un’ora stavo a Loreto per il mio primo servizio per la Rai: una mostra di orecchini. Girato in pellicola. E già questo è il segno dei tempi: dalla pellicola al digitale passando attraverso il sistema elettronico, non mi sono fatto mancare niente. L’altra sera al Tg3 Marche hanno mandato in onda un mio vecchio pezzo: intervistavo una cuoca jesina sul menù natalizio. Passare da orecchini e stoccafisso a terrorismo e guerre non è stato facile ma è stato sempre stimolante e ne sono orgoglioso. Adesso in quella stupenda sede che si affaccia sul porto ci sono Nicoletta (Grifoni) e Daria (Beni). Ne sono felice, tracce di un filo infinito. Proprio oggi, con una concomitanza incredibile, il mio attuale direttore Minzolini mi ha consegnato la lettera di nomina a capo redattore. Trent’anni dopo, come passa il tempo. Stanza 126

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23 pensieri su “Trent’anni

  1. Un mondo di squali dove però i delfini sanno come muoversi…. a vantaggio di tutti. E…sarà una sciocchezza… mi sento orgogliosa di essere anch’io marchigiana. E se non lo sei di nascita, lo sei professionalmente perciò è uguale. Congratulazioni, auguri e…altri tantissimi di questi anni, quelli che ci vorrai regalare.

  2. caro Pino
    complimenti per la nomina a capo redattore, la ritengo più che meritata.
    Grazie anche per i ricordi di fine anni Settanta. In quel periodo ci siamo conosciuti. Io era “informatore” (si diceva così) della Rai di Ancona da San Severino Marche e collaboravo con la pagina degli spettacoli al Corriere Adriatico, che tu hai coninuato a fare – se ricordo bene – per diversi anni.
    Un caro saluto e i migliori auguri.
    Alessandro Feliziani

  3. Come passa il tempo, ma che meravigliosi ricordi ..di una vita vissuta, di un bagaglio importante sulle spalle che sono ancora forti. Complimenti, e grazie Pino sempre.

  4. Quando si è così immersi nel pieno non ci si accorge del tempo.
    Bon, quanta strada, no?
    Bella o brutta penso che ti abbia dato e ti darà soddisfazioni, dolori e gioie.
    Ti auguro le ultime, per la salute intera….

  5. Gabbiano…semper ad meliora.
    “Sarà forse un’assurda battaglia, ma ignorare non puoi, che l’assurdo ci sfida per spingerci ad essere fieri di noi.”

  6. che bello che ci hai regalato questa “favola”! Ancora mi ricordo dei tuoi primi impegni radiofonici sullo sport…ero certa che anche la mia strada fosse ik giornalismo, ma incidenti di percorso mi hanno impedito di realizzare questo obiettivo ed allora ho seguito l’altra strada che amavo in parallelo…
    Non c’è stata volta che, vedendoti, e tante volte tremando per te, in TV non ti abbia ammirato;) Ricordandomi anche di “quando eravamo sui cavalli …a dondolo!…beng beng…e tu eri un pennuto capo indiano …e mi vincevi!
    Adesso ho aperto un gruppo :PINO SCACCIA NOBEL, lo hai visto?
    Solo oggi si sono iscritti 9 persone.
    Ma chi ha mai rischiato la pelle quanto te per aggiornarci,dai punti più disparati e “focosi” del globo, in maniera così obiettiva, esauriente e professionale?…

  7. Qualche tempo fa scrivevo che il volo più alto lo spicchiamo non solo per attraversare mari ed oceani, ma per superare noi stessi.E se nel mondo (come nel mare) ci sono tanti squali,un Gabbiano sa levarsi in alto, oltre il rumore.E la sua voce è sempre “fuori dal coro”.
    Complimenti, Pino, e auguri di cuore per il tuo nuovo incarico.

  8. Sei tutti noi. Il racconto dei primo uomo che intervista cuochi e nonnine resta stampato nel cuore di chi fa ogni giorno chili di gavetta a base di cuochi, tacchini, allevatori di polli e macellai in genere senza neanche comparire in uno straccio di sottopanza. A sentirti, mi scappa un sorriso e mi auguro, un giorno, di potermi rigirare indietro e fare un amarcord del giorno del tacchino. Congratulazioni! 🙂

  9. dai tempi della Torre….volevo ringraziarti perché mi hai insegnato la moderazione nelle discussioni, a scrivere pensando e considerando le opinioni altrui, a non fermarmi all’impeto e alla superficialità delle cose.

  10. Intanto rallegramenti,per il nuovo incarico,da uno spettatore qualunque. E’ vero,quando si parla di guerre ,o altri fatti gravi,lì c’è Pino Scaccia! Per il futuro,e per il bene di tutti,sarebbe meglio che interventi giornalistici di questo tipo, fossero sempre meno. Auguro comunque a Pino,buon lavoro.

  11. Caro Pino! Coincidenze incredibili: sono entrato a Strabacco con mio figlio 21enne, dopo una vita che non ci mettevo piede, salutando Danilo mi è caduto l’occhio su una foto di gruppo (in cui ci sei anche tu ma non “taggato”) che facemmo sul tetto di un edificio di Ancona insieme ad altre realtà “emergenti” (Radio Arancia tra tutte). Bhè un groppo alla gola è stato più forte di me.

  12. E’ una vera fortuna poter fare il lavoro che si ama… E solo se lo si ama davveroi lo si può svolgere con passione, impegno e immensi risultati… Complimentiissimi!!!

  13. AUGURI gABBIANO!!La tua carriera sempre in salita…Sempre alla ricercadella veerità, di nuove sfide, continuerà ancora a regalarti e a regalarci grandi emozioni.

  14. Sono quasi sei anni che ti conosco, al di là di tutte le nomine. Per quello che sei, un uomo dolcemente ruvido ma di cui fidarsi e del quale ascoltare i consigli (lo avessi fatto più spesso…) e un giornalista incomparabilmente abile e capace.
    Era ora che chi di dovere se ne accorgesse.

  15. Caro Pino..che bel ricordo e che pensiero dolce hai avuto. Grazie. Ho scoperto, arrivando a questa età, che mio padre se ne è andato molto giovane. La memoria forte che ha lasciato nelle persone con le quali ha lavorato e per le quali avuto anche amicizia e affetto,( per lui erano spesso un tutt’uno..)credo dimostri che ha usato in modo giusto il tempo breve. Ci penso spesso e credo sia il ricordo più bello. Ti voglio bene, grazie ancora. Nicoletta

  16. Essendo ancora una “ragazzina” i miei ricordi sono legati a PIno Scaccia…inviato speciale nei luoghi più difficili e lontani.
    E’ grazie a mio padre Giuseppe tuo grande FANS (da tempo) che anche io ho imparato a conoscerti…e a diventare una tua sostenitrice.
    Il mio Papà custodisce gelosamente il tuo libro “La torre di Babele”..come se fosse un tesoro prezioso
    .AUGURI GABBIANO sii fiero del tuo lavoro, sempre preciso, puntuale, e come tutti i BRAVI giornalisti hai sempre fatto correre veloce la tua penna.. i tuoi occhi ..e il tuo cuore!

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