Il record di iscrizioni alle scuole di giornalismo americane è imbattuto dal 1974. Un’intera generazione innamorata di Bob Woodward e Carl Bernstein, reporter del «Washington Post» che agli ordini del direttore Ben Bradlee, forse il miglior giornalista del ’900, e dell’editrice Katharine Graham riducono alle dimissioni – uniche nella storia Usa – il presidente repubblicano Richard Nixon. Il regista Pakula gira «Tutti gli uomini del presidente», Robert Redford è Woodward, elegante ex ufficiale di Marina laureato a Yale, di cui i pettegoli dicono «Scrive male, l’inglese non deve essere la sua madre lingua», Dustin Hoffman invece Bernstein, stazzonato cronista figlio di comunisti ebrei epurati dal Maccartismo, così playboy che la futura moglie, la sceneggiatrice Nora Ephron, scherzerà «ai party, in mancanza di meglio, fa l’amore con le tende veneziane». Gianni Riotta La Stampa
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